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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 11/05/2011
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 17:14:16 in Il commento politico, linkato 720 volte)
Pirateria. Sicurezza navale italiana. Lauro (PdL): Il nostro paese non prevede alcuno strumento legislativo che consenta alle navi, battenti bandiera italiana, di organizzarsi con una scorta armata. Il Parlamento deve provvedere a colmare questo vuoto, anche per evitare che gli armatori italiani si vedano costretti a cambiare bandiera, per ottenere maggiore tutela e sicurezza.
"Mentre gli armatori francesi, spagnoli, inglesi, statunitensi e sudafricani hanno dotato le proprie imbarcazioni di vigilanza privata, adeguatamente equipaggiata, al fine di prevenire, sulle rotte a rischio, i gravi pericoli derivanti dalla pirateria, il nostro paese non prevede alcuno strumento legislativo che consenta alle navi, battenti bandiera italiana, di organizzarsi con una scorta armata, lasciando così le imbarcazioni italiane gravemente esposte alle minacce di sequestro dei pirati, che ben conoscono questo nostro deficit di sicurezza. Il Parlamento deve provvedere a colmare questo vuoto, anche per evitare che gli armatori italiani si vedano costretti a cambiare bandiera, per ottenere maggiore tutela e sicurezza." Con queste motivazioni, il sen. Raffaele Lauro (PdL), membro della Commissione Affari Costituzionali, ha illustrato, stamane, al Senato, come primo firmatario, un disegno di legge, in un solo articolo, sulla protezione delle navi mercantili italiane in alto mare, contro gli atti di pirateria. Tre sono le novità del provvedimento: l'obbligatorietà, per le società di navigazione, di dotare le proprie navi di servizi di vigilanza privata a bordo; la deducibilità o detraibilità, in sede fiscale, degli oneri finanziari che le società navali dovranno sostenere per provvedere alle scorte armate a bordo; ed, infine, la possibilità, da parte del Governo, in casi straordinari e di particolare rischio, al fine di tutelare la sicurezza nazionale e l'armamento italiano, di prevedere, accanto alla scorta armata privata, anche una scorta messa a disposizione dalla Marina Militare Italiana. "I pirati sono ben informati - ha concluso Lauro - di questa carenza di sicurezza delle nostre navi mercantili, per cui, per loro, diventa quasi un gioco, con barchini leggeri, accostare, di notte, una nave italiana e, con poche persone armate, abbordarla, sequestrarla e condurla, con l'intero equipaggio, fatto prigioniero, nei loro porti protetti e chiedere riscatti. Sussistendo, tuttavia, i requisiti di necessità e di urgenza, mi auguro che il Governo possa provvedere, sulla delicata materia, con un decreto legge."
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Agenzie di stampa
Pirateria, Lauro (Pdl): Ddl per dare a navi italiane scorta armata
Roma, 13 MAG (Il Velino) - "Mentre gli armatori
francesi, spagnoli, inglesi, statunitensi e sudafricani hanno
dotato le proprie imbarcazioni di vigilanza privata,
adeguatamente equipaggiata, al fine di prevenire, sulle rotte
a rischio, i gravi pericoli derivanti dalla pirateria, il
nostro Paese non prevede alcuno strumento legislativo che
consenta alle navi, battenti bandiera italiana, di
organizzarsi con una scorta armata, lasciando cosi' le
imbarcazioni italiane gravemente esposte alle minacce di
sequestro dei pirati, che ben conoscono questo nostro deficit
di sicurezza. Il Parlamento deve provvedere a colmare questo
vuoto, anche per evitare che gli armatori italiani si vedano
costretti a cambiare bandiera, per ottenere maggiore tutela e
sicurezza." Con queste motivazioni, il senatore Raffaele
Lauro (Pdl), membro della commissione Affari costituzionali,
ha illustrato oggi, come primo firmatario, un disegno di
legge, in un solo articolo, sulla protezione delle navi
mercantili italiane in alto mare, contro gli atti di
pirateria. Tre sono le novita' del provvedimento:
l'obbligatorieta', per le societa' di navigazione, di dotare
le proprie navi di servizi di vigilanza privata a bordo; la
deducibilita' o detraibilita', in sede fiscale, degli oneri
finanziari che le societa' navali dovranno sostenere per
provvedere alle scorte armate a bordo; ed, infine, la
possibilita', da parte del governo, in casi straordinari e di
particolare rischio, al fine di tutelare la sicurezza
nazionale e l'armamento italiano, di prevedere, accanto alla
scorta armata privata, anche una scorta messa a disposizione
dalla Marina militare italiana. "I pirati sono ben informati
- spiega - di questa carenza di sicurezza delle nostre navi
mercantili, per cui, per loro, diventa quasi un gioco, con
barchini leggeri, accostare, di notte, una nave italiana e,
con poche persone armate, abbordarla, sequestrarla e
condurla, con l'intero equipaggio, fatto prigioniero, nei
loro porti protetti e chiedere riscatti. Sussistendo,
tuttavia, i requisiti di necessita' e di urgenza, mi auguro
che il governo possa provvedere, sulla delicata materia, con
un decreto legge". - www.ilvelino.it - (com/gat)
131101 MAG 11 NNNN
PIRATI: DDL LAURO (PDL) PER SCORTA ARMATA SU NAVI ITALIANE =
'PARLAMENTO PROVVEDA A COLMARE VUOTO LEGISLATIVO'
Roma, 13 mag. (Adnkronos) - In Italia non c'e' ''alcuno
strumento legislativo che consenta alle navi, battenti bandiera
italiana, di organizzarsi con una scorta armata, lasciando cosi' le
imbarcazioni italiane gravemente esposte alle minacce di sequestro dei
pirati, che ben conoscono questo nostro deficit di sicurezza''. E'
quanto denuncia il senatore Raffaele Lauro (Pdl), secondo il quale
''il Parlamento deve provvedere a colmare questo vuoto, anche per
evitare che gli armatori italiani si vedano costretti a cambiare
bandiera, per ottenere maggiore tutela e sicurezza''.
Lauro, membro della Commissione Affari Costituzionali, ha
illustrato stamattina al Senato, come primo firmatario, un disegno di
legge in un solo articolo sulla protezione delle navi mercantili
italiane in alto mare, contro gli atti di pirateria. Tre sono le
novita' del provvedimento: l'obbligatorieta', per le societa' di
navigazione, di dotare le proprie navi di servizi di vigilanza privata
a bordo, la deducibilita' o detraibilita', in sede fiscale, degli
oneri finanziari che le societa' navali dovranno sostenere per
provvedere alle scorte armate a bordo ed, infine, la possibilita', da
parte del Governo, ''in casi straordinari e di particolare rischio, al
fine di tutelare la sicurezza nazionale e l'armamento italiano'', di
prevedere, accanto alla scorta armata privata, anche una scorta messa
a disposizione dalla Marina Militare Italiana. "Mentre gli armatori francesi, spagnoli, inglesi,
statunitensi e sudafricani hanno dotato le proprie imbarcazioni di
vigilanza privata, adeguatamente equipaggiata, al fine di prevenire,
sulle rotte a rischio, i gravi pericoli derivanti dalla pirateria
-rileva Lauro- il nostro paese non prevede alcuno strumento
legislativo che consenta alle navi, battenti bandiera italiana, di
organizzarsi con una scorta armata, lasciando cosi' le imbarcazioni
italiane gravemente esposte alle minacce di sequestro dei pirati, che
ben conoscono questo nostro deficit di sicurezza''.
"I pirati sono ben informati di questa carenza di sicurezza
delle nostre navi mercantili, per cui, per loro, diventa quasi un
gioco, con barchini leggeri, accostare, di notte, una nave italiana e,
con poche persone armate, abbordarla, sequestrarla e condurla, con
l'intero equipaggio, fatto prigioniero, nei loro porti protetti e
chiedere riscatti. Sussistendo, tuttavia, i requisiti di necessita' e
di urgenza, mi auguro -conclude- che il Governo possa provvedere,
sulla delicata materia, con un decreto legge".
(Sin/Col/Adnkronos)
13-MAG-11 11:58
NNNN
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DDL
SENATO DELLA REPUBBLICA
AS ....
———– XVI LEGISLATURA ———–
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa del senatore LAURO
———–
Disposizioni concernenti lo svolgimento di servizi di vigilanza privata per la protezione delle navi mercantili italiane
in alto mare contro gli atti di pirateria
———–
Onorevoli senatori. - Il disegno di legge affronta la problematica, quanto mai attuale, della sicurezza delle imbarcazioni battenti bandiera italiana in navigazione nelle aree interessate dalla pirateria marittima.
Si tratta di un fenomeno che ha assunto, in questi ultimi anni, proporzioni molto elevate ed ha indotto la comunità internazionale ad assumere iniziative volte a contrastare questa minaccia. La pirateria rappresenta un grave pericolo per la libertà di navigazione, per i trasporti e per le altre attività che si svolgono nelle acque internazionali.
Mentre gli armatori francesi, spagnoli, inglesi, statunitensi e sudafricani hanno dotato le proprie imbarcazioni di vigilanza privata, adeguatamente equipaggiati al fine di prevenire i gravi rischi, sia per il personale a bordo, sia per i trasportati, il nostro Paese, invece, non prevede alcuno strumento legislativo che consenta alle navi battenti bandiera italiana di imbarcare addetti alla sicurezza privata, lasciando così le imbarcazioni italiane gravemente esposte alla minaccia dei pirati, che ben conoscono questo nostro deficit di sicurezza.
A ciò provvede il presente disegno di legge che rende obbligatorio per le società di navigazione il ricorso ai servizi di vigilanza privata, essendo tali navi pur sempre territorio italiano.
Esso consta di un unico articolo.
Al comma 1, è previsto che i servizi di vigilanza privata di cui agli articoli 133 e seguenti del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) siano obbligatoriamente svolti, con l'impiego di guardie giurate e l'utilizzo di armi comuni da sparo, a protezione, oltre che delle merci e dei valori, anche delle persone imbarcate su navi mercantili e da pesca battenti bandiera italiana in acque internazionali, in cui esiste il rischio di atti di pirateria.
Gli oneri che le società navali dovranno sostenere per dotarsi di scorte armate private sono deducibili o detraibili in sede di dichiarazione dei redditi.
È utile ricordare che il Titolo IV del testo unico reca norme relative alle guardie particolari e agli istituti di vigilanza e di investigazione privata (articoli 133-141). Le guardie private esercitano attività di vigilanza o custodia di beni mobili o immobili per conto di privati o alle dipendenze di enti o di istituti di vigilanza, oppure attività investigativa alle dipendenze di istituti di investigazione.
Con particolare riferimento all'utilizzo dei servizi di vigilanza privata di cui al presente disegno di legge, è opportuno segnalare che, ad oggi, non esistendo una definizione normativa di nave mercantile, si intendono ricomprese nella categoria le navi che non appartengono alla Marina militare. Per quanto riguarda la categoria particolare di navi mercantili rappresentate dalle navi da pesca, se ne può rinvenire invece una definizione nell'articolo 2 del decreto legislativo n. 298 del 1999 (Attuazione della direttiva 93/103/CE relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per il lavoro a bordo delle navi da pesca), il quale stabilisce che, agli effetti delle disposizioni di cui all'appena citato decreto, si intende per nave da pesca ogni imbarcazione battente bandiera di uno Stato membro dell'Unione europea o registrata sotto la piena giurisdizione di uno Stato membro, impiegata per fini commerciali per la cattura, o per la cattura e la lavorazione, del pesce o di altre risorse vive del mare.
Il comma 2 rimette ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della difesa - con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - da emanare entro due mesi ovvero sessanta giorni dall'entrata in vigore del provvedimento in esame, la definizione delle caratteristiche, delle condizioni e dei requisiti per il possesso, l'utilizzo, l'acquisizione e il trasporto delle armi per la prestazione dei servizi di protezione armati di cui si è detto.
Con riferimento all'utilizzo delle armi comuni da sparo va ricordato che la legge 18 aprile 1975 n. 110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), all'articolo 2, disciplina le armi e munizioni comuni da sparo la cui ricognizione viene effettuata attraverso il Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, istituito dall'articolo 7 della medesima legge con la funzione di autorizzare la produzione o l'importazione definitiva di armi, mediante l'attribuzione a ogni specifico modello o prototipo della qualifica di arma comune da sparo.
Il comma 3 prevede che, sempre con decreto del Ministro dell'interno, in casi straordinari e particolarmente a rischio, per tutelare la sicurezza nazionale e l'armamento italiano, possa essere prevista, accanto alla scorta armata privata, anche una scorta armata messa a disposizione dalla marina militare. Ciò al fine di evitare che gli armatori italiani siano costretti a cambiare bandiera per ottenere maggiore tutela.
Art. 1.
1. E' fatto obbligo alle società navali mercantili e da pesca, battenti bandiera italiana nelle acque internazionali, in cui esiste il rischio di atti di pirateria contro la sicurezza delle persone e dei beni, di dotarsi dei servizi di vigilanza privata, come disciplinati dagli articoli 133 e seguenti del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, e dagli articoli 249 e seguenti del relativo regolamento per l'esecuzione, di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni, con l'impiego di guardie giurate e con l'utilizzo di armi comuni da sparo, a protezione delle persone, delle merci e dei valori. I relativi oneri sono detraibili o deducibili in sede di dichiarazione dei redditi.
2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della difesa, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le caratteristiche, le condizioni e i requisiti per il possesso, l'utilizzo, l'acquisizione e il trasporto delle armi per la prestazione dei servizi di protezione delle persone e dei beni sulle navi di cui al comma 1, al fine di prevenire e di reprimere gli atti di pirateria.
3. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della difesa, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in casi straordinari e particolarmente rischiosi, per garantire la sicurezza nazionale e dell'armamento italiano, può essere assegnata anche una scorta armata, messa a disposizione dalla marina militare.
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 16:29:02 in Il commento politico, linkato 602 volte)
Giochi. Lauro (PdL): L'offerta dei giochi è arrivata negli Uffici Postali del Senato e della Camera. A quando le slot machines nella buvette di Palazzo Madama e di Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati, un sano intrattenimento nell'intervallo dei lavori parlamentari?
In relazione alla comparsa, da alcuni giorni, negli Uffici Postali del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, di offerte di giochi, il sen. Raffaele Lauro (PdL), membro della Commissione Antimafia, stamane, al Senato, ha dichiarato: "L'offerta dei giochi è finalmente arrivata in Parlamento. Se ne avvertiva il bisogno. Me ne compiaccio. A quando le slot machines nella buvette di Palazzo Madama e di Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati, un sano intrattenimento nell'intervallo dei lavori parlamentari?" "Mi appello - ha concluso Lauro - ai Presidenti del Senato e della Camera, affinché questa decisione venga immediatamente revocata."
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Agenzie di stampa
Giochi, Lauro: A quando slot machine a Palazzo Madama e Montecitorio?
Roma, 11 MAG (Il Velino) - In relazione alla comparsa,
da alcuni giorni, negli uffici postali del Senato e della
Camera, di offerte di giochi, il senatore Raffaele Lauro
(Pdl), membro della Commissione Antimafia, dichiara:
"L'offerta dei giochi e' finalmente arrivata in Parlamento.
Se ne avvertiva il bisogno. Me ne compiaccio. A quando le
slot machines nella buvette di Palazzo Madama e di
Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati, un sano
intrattenimento nell'intervallo dei lavori parlamentari?. Mi
appello ai presidenti del Senato e della Camera, affinche'
questa decisione venga immediatamente revocata". -
www.ilvelino.it - (com/gat)
111346 MAG 11 NNNN
GIOCHI. LAURO: A QUANDO SLOT MACHINES IN BUVETTE SENATO E CAMERA?
SCHIFANI E FINI INTERVENGANO PER STOP A OFFERTE IN UFFICI POSTALI
(DIRE) Roma, 11 mag. - "L'offerta dei giochi e' finalmente
arrivata in Parlamento. Se ne avvertiva il bisogno. Me ne
compiaccio. A quando le slot machines nella buvette di Palazzo
Madama e di Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati,
un sano intrattenimento nell'intervallo dei lavori
parlamentari?". Cosi' il senatore Raffaele Lauro (Pdl), membro
della commissione Antimafia in relazione alla comparsa, da alcuni
giorni, negli uffici postali del Senato della Repubblica e della
Camera dei deputati, di offerte di giochi.
"Mi appello- ha concluso Lauro- ai presidenti del Senato e
della Camera, affinche' questa decisione venga immediatamente
revocata".
(Com/Vid/ Dire)
13:59 11-05-11
NNNN
GIOCHI: LAURO (PDL), A QUANDO SLOT MACHINES NELLA BUVETTE CAMERA E SENATO? =
'PRESIDENTI MONTECITORIO E MADAMA RITIRINO GIOCHI IN UFFICI
POSTALI PARLAMENTO'
Roma, 11 mag. - (Adnkronos) - "L'offerta dei giochi e'
finalmente arrivata in Parlamento. Se ne avvertiva il bisogno. Me ne
compiaccio. A quando le slot machines nella buvette di Palazzo Madama
e di Montecitorio, per garantire, a senatori e deputati, un sano
intrattenimento nell'intervallo dei lavori parlamentari?". Usa
l'ironia il senatore Raffaele Lauro (Pdl), componente della
Commissione Antimafia, per commentare la comparsa di alcuni giochi,
negli Uffici Postali del Senato e della Camera. "Mi appello ai
Presidenti del Senato e della Camera, affinche' questa decisione venga
immediatamente revocata", ammonisce Lauro.
(Sin/Pn/Adnkronos)
11-MAG-11 14:22
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Giochi, Lauro (PdL): A quando le slot nelle buvette delle Aule?
Senatore contro distributori in uffici postali del Parlamento
roma, 11 MAG (Il Velino/Agicos) - "L'offerta dei giochi
e' finalmente arrivata in Parlamento. Se ne avvertiva il
bisogno. Me ne compiaccio. A quando le slot machines nella
buvette di Palazzo Madama e di Montecitorio, per garantire, a
senatori e deputati, un sano intrattenimento nell'intervallo
dei lavori parlamentari?". Lo ha detto il senatore del Pdl,
Raffaele Lauro, in relazione alla comparsa, da alcuni giorni,
negli Uffici Postali del Senato della Repubblica e della
Camera dei Deputati, di distributori di Gratta e Vinci. "Mi
appello" ha concluso Lauro "ai presidenti del Senato e della
Camera, affinche' questa decisione venga immediatamente
revocata". - www.ilvelino.it - (agc)
111516 MAG 11 NNNN
GIOCHI. GRATTA E VINCI IN PARLAMENTO, MA E' STOP PER I DEPUTATI
DA IERI VENDITA IN UFFICI POSTE, OGGI DIRETTORE LI BLOCCA
(DIRE) Roma, 11 mag. - In maniera molto soft, senza essere
esposti e quindi a richiesta, da ieri sono in vendita negli
uffici postali di Camera e Senato i tagliandi del 'gratta e
vinci'. Un 'debutto' che, pero', non e' una novita' per le Poste
italiane visto che questo prodotto e' da mesi in vendita negli
negli uffici postali fuori del 'Palazzo'.
La novita', pero', non e' affatto piaciuta al senatore del
Pdl Raffaele Lauro che in una nota ha invitato i presidenti delle
Camere ad intervenire per "revocare immediatamente questa
decisione".
D'altra parte, si precisa negli uffici, esiste un piano di
attivita' commerciale delle Poste italiane. Tra queste, c'e'
proprio l'abilitazione alla vendita di una serie di prodotti,
come libri o cd, e anche dei 'gratta e vinci'. Dunque, nulla di
strano, si sottolinea, cosi' come esiste un piano di
implementazione degli uffici abilitati alla vendita. Ecco perche'
da ieri i tagliandi del 'gratta e vinci' sono approdati al Senato
e alla Camera.
Nell'arco di 24 ore, pero', a Montecitorio e' gia' arrivato lo
stop alla vendita dei tagliandi. Sembra, infatti, che il
direttore dell'ufficio postale abbia deciso di bloccarli.
A chi voleva acquistare il 'gratta e vinci', infatti, i
dipendenti dell'ufficio hanno risposto che non era possibile.
D'altra parte, hanno aggiunto, "e' evidente che questo non e' un
ufficio postale come gli altri, siamo in un palazzo prestigioso
dal punto di vista istituzionale che, tra l'altro, non e' aperto
al pubblico". Interpellate sulla questione, le Poste italiane
preferiscono per il momento non commentare.
La lotteria istantanea venne introdotta in Italia nel febbraio
del 1994 dalla finanziaria del governo Ciampi. Il primo 'gratta e
vinci' prese il nome di 'La fontana della fortuna'.
(Vid/ Dire)
15:35 11-05-11
NNNN
GIOCHI: 'GRATTA E VINCI' DA IERI ANCHE A CAMERA E SENATO. ED E' POLEMICA =
+++Da stamattina stop vendite a Montecitorio. Per ora 'no
comment' da Poste italiane+++.
(ASCA) - Roma, 11 mag - La novita' e' arrivata ieri, ma tutta
in sordina: negli uffici postali di Camera e Senato, a
richiesta, e' possibile acquistare i 'Gratta e vinci', piu'
correttamente detti 'lotterie istantanee'. La 'rivoluzione'
sarebbe anche passata inosservata, tanto prudente e' stata la
politica degli uffici in questione: nessuna locandina a
pubblicizzare il passo, niente schedine in bella vista ad
occhieggiare agli utenti in fila per pagamenti e invio di
missive (parlamentari, ma anche molti funzionari ed impiegati
dei Palazzi). Eppure la notizia non e' passata inosservata a
tutti, visto che ha sollevato da subito non poche polemiche.
Risultato: alla Camera, dopo il battesimo, la direzione ha
ritenuto piu' opportuno questa mattina sospendere la vendita
dei Gratta e vinci (''Ieri c'erano, ma stamattina ci hanno
detto di non venderli piu''', spiegano agli sportelli),
mentre da Palazzo Madama il senatore Pdl, Raffaele Lauro, ha
diramato un comunicato tagliente in cui si chiede: ''A quando
le slot machines alla buvette di Palazzo Madama e di
Montecitorio per garantire un sano intrattenimento
nell'intervallo dei lavori parlamentari?'', sollecitando poi
i presidenti di Camera e Senato perche' intervengano
''affinche' questa decisione venga immediatamente
revocata''.
Ma c'e' chi fa osservare che, ancorche' nei Palazzi, si
tratta pur sempre di uffici a pieno titolo di Poste italiane,
dove da tempo e' possibile acquistare oltre che francobolli
anche altri prodotti, da quelli finanziari all'oggettistica,
a libri, cd ed altro. Oltre tutto le Poste non sono neppure
concessionarie dei 'Gratta e vinci' e offrono soltanto il
servizio, nell'ambito di una politica commerciale volta ad
implementare le vendite. Interpellata in proposito, Poste
italiane preferisce al momento non commentare.
njb/vlm
111540 MAG 11
NNNN
CAMERA: STOP DOPO ESORDIO 'GRATTA E VINCI' A UFFICIO POSTALE =
(AGI) - Roma, 11 mag. - Veni, vidi ma per ora non gratti, ne'
vinci. Almeno alla Camera, dove da oggi non sono piu' in
vendita i gratta e vinci che avevano fatto il loro esordio
giusto ieri. Nulla di strano, visto che si tratta della messa
in atto di un accordo tra Consorzio lotterie nazionale e Poste
Spa, relativo fra l'altro alla vendita allo sportello dei
tagliandi in 7mila uffici postali. Quelli all'interno di
Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama sono uffici postali a
tutti gli effetti, ma, data la loro collocazione, non e'
difficile immaginare che un'offerta come la lotteria
istantanea, peraltro in passato acquistabile presso la
tabaccheria, rientri nelle questioni da portare alla
valutazione dell'ufficio dei Questori di Montecitorio.
Risultato, vendita sospesa. Proprio oggi era stato il
senatore Pdl Raffaele Lauro a commentare la novita' nei due
rami del Parlamento con un ironico "se ne avvertiva il bisogno,
me ne compiaccio. A quando le slot machines nella buvette di
Palazzo Madama e di Montecitorio, per garantire, a senatori e
deputati, un sano intrattenimento nell'intervallo dei lavori
parlamentari?". (AGI)
Bal
111751 MAG 11
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 09:33:51 in Il commento politico, linkato 513 volte)
Ambiente. Bandiera blu Massa Lubrense. Lauro (PdL): Vivissimo apprezzamento al Sindaco Gargiulo e all'Amministrazione Comunale di Massa Lubrense, per il quarto riconoscimento consecutivo, dal 2008, della bandiera blu.
In un messaggio, il sen. Raffaele Lauro (PdL) si è congratulato con il Sindaco di Massa Lubrense, Leone Gargiulo, con la Giunta Municipale, con il Consiglio Comunale e con l'intera comunità cittadina, per il quarto riconoscimento consecutivo, dal 2008, della bandiera blu al Comune di Massa Lubrense, cuore dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella ed unico comune della Provincia di Napoli a potersi fregiare di questo riconoscimento. Il sen. Lauro ha così concluso il messaggio: "Le iniziative ecologiche e di sviluppo sostenibile, realizzate dall'Amministrazione Comunale di Massa Lubrense e dall'Ente Gestore dell'Area Marina, rappresentano un esempio straordinario, per la Penisola Sorrentina ed a livello nazionale, di lungimiranza e di buona amministrazione."
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 09:31:23 in Il commento politico, linkato 507 volte)
Ambiente. Vallone Porto Positano. Lauro (PdL): Salvo dal cemento il Vallone Porto di Positano, uno degli angoli naturalistici più suggestivi della costiera sorrentino-amalfitana. Una vittoria delle associazioni ambientaliste, nazionali e locali.
In relazione alle notizie di stampa sulla rescissione, da parte dell'Amministrazione Comunale di Positano, del contratto con la ditta che avrebbe dovuto realizzare il progetto delle briglie di cemento nell'oasi naturale Vallone Porto di Positano, sulla costiera amalfitana, avversato da tutte le associazioni ambientaliste, nazionali e locali, il sen. Raffaele Lauro (PdL), ha dichiarato, stamane, al Senato: "Sono lieto di aver sostenuto, con determinazione, sul piano politico e parlamentare, il WWF e le altre associazioni ambientaliste, nazionali e locali, nella grande battaglia culturale per la tutela assoluta del Vallone Porto di Positano, che rappresenta uno degli angoli naturalistici più suggestivi della costiera sorrentino-amalfitana." "Esprimo apprezzamento - ha concluso Lauro - per l'iniziativa dell'Amministrazione Comunale, che ha rinunciato ad un progetto contestato. Con l'impegno delle stesse associazioni ambientaliste, è auspicabile, ora, una valorizzazione, rispettosa della Natura, di questo piccolo paradiso terrestre, da offrire in fruizione, in maniera contingentata, agli ospiti della nostra bellissima terra e, in particolare, alle nuove generazioni."
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Agenzie di stampa
POSITANO: LAURO (PDL), SALVO DAL CEMENTO IL VALLONE PORTO =
UNA VITTORIA DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, NAZIONALI E
LOCALI
Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - "Sono lieto di aver sostenuto, con
determinazione, sul piano politico e parlamentare, il Wwf e le altre
associazioni ambientaliste, nazionali e locali, nella grande battaglia
culturale per la tutela assoluta del Vallone Porto di Positano, che
rappresenta uno degli angoli naturalistici piu' suggestivi della
costiera sorrentino-amalfitana". E' quanto afferma il senatore del
Pdl, Raffaele Lauro, commentando le notizie sulla rescissione, da
parte dell'amministrazione comunale di Positano, del contratto con la
ditta che avrebbe dovuto realizzare il progetto delle briglie di
cemento nell'oasi naturale Vallone Porto di Positano, sulla costiera
amalfitana.
"Esprimo apprezzamento -rimarca Lauro- per l'iniziativa
dell'amministrazione comunale, che ha rinunciato ad un progetto
contestato. Con l'impegno delle stesse associazioni ambientaliste
-conclude l'esponente Pdl- e' auspicabile ora una valorizzazione
rispettosa della natura, di questo piccolo paradiso terrestre, da
offrire in fruizione, in maniera contingentata, agli ospiti della
nostra bellissima terra e, in particolare, alle nuove generazioni".
(Sin/Pn/Adnkronos)
10-MAG-11 16:58
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Fotografie del 11/05/2011
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