\\ Home Page : Pubblicazioni
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 22/04/2009
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 06:42:27 in Il commento politico, linkato 578 volte)
Alla presentazione del tuo nuovo libro, caro senatore, c'era una folla enorme, forse inattesa da parte degli organizzatori.
Non si entrava nella sala. Non si respirava.
A Roma, di solito, vanno quattro gatti, e bisogna attirarli con qualche gnam gnam, anche un modesto cocktail va bene!
C'erano politici, prefetti, consiglieri di Stato e della Corte dei Conti,
dirigenti della Presidenza della Repubblica e del Consiglio, giornalisti, attrici, attori, professori universitari, presidenti di associazioni, volontari della solidarietà...eccetera, eccetera!!
Insomma mai vista tanta gente, così qualificata e "rapita".
Non ho capito cosa abbia funzionato, visto che non era predisposto neppure un misero cocktail, anzi l'antipasto della manifestazione era la commemorazione di un ex deputato PCI,
alla presenza dei familiari.
Bella, intensa, colta, emozionante. Quel ricordo della cravatta è stata un'operazione oratoria alla Demostene. Ma è vera o è una tua invenzione retorica?
Ciò che più mi ha colpito, tuttavia, sono state le Tue conclusioni, a braccio, dopo la presentazione del libro, da parte degli autorevoli relatori, anzi degli "incensatori". Ti ho spesso ascoltato negli interventi pubblici.
Ma, stavolta, oltre che passionale, chiaro e diretto, hai superato il segno, nella forma e nei contenuti! Cosa ti succede?
Hai fatto un intervento, sul nostro futuro nazionale,
durissimo,
radicale,
eretico,
apocalittico.
Mi chiedo? Perchè sei stato
così aggressivo, solo per
scatenare l'entusiamo plaudente della platea?
Hai perduto ogni speranza o c'è dell'altro?
ANONIMO ROMANO
Roma 22 aprile 2009
RISPOSTA DEL SEN. LAURO ALL'ANONIMO ROMANO
Caro Anonimo Romano,
non é più tempo di discorsi paludati e di ipocrisie! L'episodio della cravatta è autentico! Comunque, grazie per il commento agrodolce!
RL
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 06:25:15 in Il commento politico, linkato 611 volte)
Ti ringrazio veramente, caro Raffaele, per questa lettura, che mi colpisce in un momento di particolare sensibilità verso un argomento: gli intellettuali italiani.
Credo che le persone perbene e intelligenti dovrebbero finalmente interrogarsi. Io lo faccio, e mi piacerebbe se tu volessi farti promotore di una riflessione pubblica, in tal senso. Lo faccio mentre sullo sfondo mi arriva da un'altra stanza la televisione con il suo quotidiano intollerabile rumore della politica parlata, chiacchiere e urla sempre uguali, che oramai mi sono insopportabili.
L'invadenza dello Stato nella cosa pubblica ha reso servi gli intellettuali italiani che hanno preferito mendicare qualche posto o consulenza piuttosto che assolvere a un ruolo storico: quello della coscienza critica.
Senza coscienza critica un paese muore, e tanto più il nostro, che non è mai stato un paese di eroi del quotidiano, semmai di quotidiani opportunismi intervallati da rare eroiche gesta, dovute alla necessità di affrontare l'emergenza via via che si presentava.
Io sono un'intellettuale e ne sono fiera. Sono una passionale e ne sono fiera. Sono anche razionale e ne sono fiera. Ma non riesco più a essere fiera di collocarmi fra gli intellettuali italiani, avvolti nel loro opportunistico assordante silenzio, immersi in una sorta di anestetico, sempre pronti ad andare in soccorso al vincitore.
Condivido la frase di gramsci che hai citato. Non le successive, nelle quali si teorizza che l'intellettuale deve essere organico alle lotte. L'intellettuale deve a mio parere essere non organico per definizione, scomodo, non assoldabile per nessuna battaglia, che non sia quella che parte dalla sua mente, dal suo sentire e dalla sua coscienza. L'intellettuale non può essere il militante che dice sempre sì. Può essere un militante che fa la spina nel fianco del suo partito. Solo in questo caso lo si può ancora definire tale.
E venendo ai giorni nostri: la crisi si inserisce in un quadro già sconfortante e si occupa di allargare un po' in tutto l'occidente il terreno di influenza dello Stato: che ne sarà di noi in italia?
Gli intellettuali tacciono, il giornalismo è morto, la politica è spesso al servizio di poteri tanto più forti. La democrazia vive di interessi contrapposti e di chi sappia rappresentarli. Intorno a me vedo solo omologazione e buonismo ipocrita.
Scusa lo sfogo, ma la vedo davvero brutta!
DANIELA BRANCATI
Roma, 21 aprile 2009
Fotografie del 22/04/2009
Nessuna fotografia trovata.
(p)Link
Storico
Stampa
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3