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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 15/07/2009
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 09:27:49 in Il commento politico, linkato 543 volte)
Atto n. 3-00860
Pubblicato il 14 luglio 2009
Seduta n. 238
LAURO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -
Premesso che i lavori di costruzione della variante alla strada statale 145 tra il chilometro 11,600 ed il chilometro 14, per la realizzazione degli impianti tecnologici e di sicurezza e conseguente chiusura della galleria "Seiano", nel comune di Vico Equense (Napoli), stanno creando gravissime preoccupazioni nella cittadinanza, negli amministratori locali e in tutti gli operatori economici della penisola sorrentina, che è uno dei comparti turistici più importanti e qualificati del Paese,
si chiede di sapere, eventualmente all'esito di una riunione con tutti i soggetti istituzionali, territoriali ed economici interessati (e, naturalmente, la Prefettura di Napoli, i Sindaci della penisola sorrentina ed i rappresentanti delle categorie economiche), nonché con i vertici dell'ANAS:
se siano state eseguite tutte le opere, la cui realizzazione era stata programmata durante la prima chiusura, già avvenuta, della galleria (gennaio-marzo 2009), che hanno provocato danni economici al territorio;
se sia possibile rivedere parzialmente le prossime date di chiusura della galleria, previste nel 2009-2010 e 2010-2011 (dal 15 ottobre 2009 al 15 aprile 2010 e dal 15 ottobre 2010 al 15 aprile 2011), in quanto troppo estese e in grado di arrecare ancor più gravi, forse irreparabili, danni economici e di immagine all'intero comparto turistico-commerciale, considerando che i tempi di percorrenza media da Napoli a Sorrento sfiorano le tre ore. La revisione parziale delle date di chiusura dovrebbe tenere conto dei seguenti suggerimenti: la chiusura al 15 ottobre del 2010 e del 2011 è da considerarsi prematura, perché i grandi operatori turistici concludono i loro programmi alla fine del mese di ottobre; inoltre, la Pasqua del 2010 ricade il 4 aprile 2010 e, per l'economia locale, i periodi natalizi e pasquali sono da salvaguardare, perché essenziali ai bilanci delle aziende;
se si ritenga necessario che sia assicurata certezza circa il rispetto dei tempi di esecuzione, senza ulteriori proroghe;
se sia praticabile l'istituzione di un "nucleo di controllo dei lavori in corso di esecuzione", a carattere indipendente, che garantisca le amministrazioni locali e gli operatori economici sull'andamento dei lavori e sulla conclusione degli stessi, anche, se necessario, attraverso l'adozione di tre turni di lavoro o di ogni altra iniziativa, finalizzata alla velocizzazione dei lavori;
se non sia più opportuno il potenziamento, di intesa con la Regione Campania, delle vie del mare.
Di Raffaele Lauro (pubblicato @ 09:14:15 in Il commento politico, linkato 570 volte)
Atto n. 3-00859
Pubblicato il 14 luglio 2009
Seduta n. 238
LAURO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. -
Premesso che:
il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 27 ottobre 2004, in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto, prevede che le domande, dirette ad usufruire del beneficio, devono essere corredate dall’elenco delle attività lavorative comportanti l’esposizione all’amianto;
non poche sono le difficoltà di allegare all’istanza la dichiarazione del datore di lavoro attestante il reale impiego in lavorazioni comportanti l’esposizione all’amianto, in modo diretto ed abituale, per un periodo non inferiore ad otto ore continuative giornaliere, anche in considerazione del fatto che molti armatori hanno cessato, nel tempo, ogni attività;
pur rilevandosi altamente probabile l’esposizione all’amianto nel lavoro svolto a bordo delle navi, le attività lavorative elencate all’art. 2, comma 2, del citato decreto, non sono ad esso facilmente riconducibili;
anche il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto di previdenza del settore marittimo (IPSEMA) ha denunciato tale situazione, la quale impedisce, di fatto, di poter dare una risposta concreta alle attese dell'utenza marittima;
considerato che:
con il decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 24 novembre 2003, ai lavoratori marittimi sono stati riconosciuti i diritti conseguenti all’esposizione all’amianto ed i relativi benefici previdenziali;
la legge 23 dicembre 2005, n. 266, all’art. 1, comma 567, ha trasferito la competenza relativa all’accertamento ed alla certificazione di esposizione all’amianto all’IPSEMA;
il decreto ministeriale del 27 ottobre 2004 individua la documentazione da produrre a corredo della domanda, ai fini dell'avvio dell'attività istruttoria, prevedendo inoltre, all’art. 3, comma 3, che l’avvio del procedimento di accertamento e successiva certificazione è subordinato alla presentazione, da parte del lavoratore interessato, del “curriculum lavorativo”, "rilasciato dal datore di lavoro dal quale risulti l'adibizione, in modo diretto ed abituale, ad una delle attività lavorative di cui all’art. 2, comma 2, del medesimo decreto, comportanti l'esposizione all'amianto";
molteplici sono state le difficoltà operative emerse nell’applicazione, al settore marittimo, della disciplina generale dettata dal citato decreto ministeriale;
le attività lavorative elencate all’art. 2, comma 2, del decreto, non sono facilmente riconducibili al lavoro svolto sulle navi anche se l’esposizione degli stessi all’amianto sia stata altamente probabile,
pur riconoscendo l'impegno del Ministro in indirizzo per giungere ad un'adeguata soluzione del problema, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'opportunità di modificare l’art. 3, comma 3, del decreto 27 ottobre 2004, nel senso di rendere possibile che il curriculum lavorativo previsto venga attestato dal marittimo attraverso la produzione di copia del proprio estratto matricolare e/o copia conforme del libretto di navigazione, nonché di modificare l’art. 2, comma 2, dello stesso decreto ministeriale, nel senso di inserire, tra le attività lavorative comportanti esposizione all’amianto, il lavoro svolto a bordo di navi e/o galleggianti, su cui risulta la presenza di amianto nei materiali di costruzione, da accertare in relazione alle tecniche di costruzione impiegate in passato nella cantieristica.
Fotografie del 15/07/2009
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