MEMORY
Soggetto: RAFFAELE LAURO
Melina, la protagonista della storia, è nata in un piccolo paese del meridione
(Scala). Conduce un'esistenza limpida e serena, finchè un trauma subito durante
l'adolescenza non la porta a rompere il fidanzamento con un giovane apprendista
barbiere (Franco) e a rinunciare per sempre al matrimonio.
Franco, in preda alla disperazione, parte per l'Inghilterra, dove farà fortuna
con una Spaghetti House e sposerà una romana, da cui avrà un figlio (Mark).
Dopo quaranta anni di lontananza Franco/Frank, accompagnato dal figlio Mark,
ritorna al paese d'origine. Incontrando Melina, ormai cinquantaseienne, sente
riaffiorare l'antico sentimento. I due, dopo essersi assiduamente frequentati,
decidono di andare a vivere insieme a Roma, nel quartiere di MonteverdeVecchio,
dove Frank, ormai separato dalla moglie, possiede una bella casa. Frank e Melina
trascorrono otto anni di felicità, durante i quali fanno anche un viaggio in
Inghilterra, dove, per la prima volta, Melina mette piede in un teatro, assistendo
ad un famoso musical, CATS, e si commuove profondamente per la vicenda della
gatta Grizabella, quando canta il brano Memory.
La loro unione è turbata solo dalla ostilità del figlio di Frank, che non vede
di buon occhio la compagna del padre. Alla morte del compagno, Melina, di ritorno
dal funerale, trova la casa occupata dalla moglie del defunto. Con una scenata
furibonda, la legittima moglie la scaccia, lanciandole sulla scalinata le valigie
con i vestiti e la cagnetta Bambinella (un regalo fatto a Melina da Frank in
Inghilterra).
Per Melina è il crollo totale. Si ritrova sola, senza nessun sostegno, né morale
né materiale, preda di antiche angosce e paure. Si aggira per Roma, senza meta
e senza volontà, scivolando rapidamente verso una forma insidiosa di alienazione,
durante la quale, presa per fame, subisce una spaventosa violenza a parte di
un barbone.
Sporca, lacera e terrorizzata dalla vita tenta il suicidio, lanciandosi sotto
le ruote di un'auto in corsa. Gli occupanti dell'auto non la soccorrono e scappano
via.
Un giovane motociclista, Alessandro, che condivide l'abitazione, un villino
sulla Tiburtina, con un gruppo di travestiti ed esercita, come gli altri, la
prostituzione, di notte, allo Stadio Flaminio, con il nome di Fidelia, sopraggiunge
e, trovandola abbandonata ai margini della strada, la soccorre. Poi, resosi
conto che la donna è soltanto svenuta, la rinviene, la porta a casa in moto,
la lava, ed infine le offre la propria camera, ritirandosi nell'angusta e scomoda
soffitta del villino.
Il villino è la variopinta ed eccentrica "reggia" di otto travestiti di diversa
nazionalità: Sophy, Sospiria, Lady T., Brasilia, Marquise, Justine e, naturalmente,
Fidelia. Ciascuno con la propria personalità, ironia, allegria, isteria, a volte
perfidia, mai volgarità. Il villino accoglie una sorta di cooperativa di prostituti,
emarginati dalla società, solidali tra di loro.
Melina trova nella comunità dei travestiti una solidarietà umana che la riporta
alla vita. In particolare, scopre, con l'amore e l'affetto filiale di Alessandro,
un sentimento della maternità, da lei sempre negato, temuto e represso. Si crea
tra i due una tenerezza madre\figlio che resuscita la donna dall'abisso nel
quale era precipitata.
Inizia per l'anziana Melina un periodo di scoperte e di novità.
Così, per non dipendere totalmente da Alessandro e dalle " ragazze", comincia
a vedere la prostituzione sotto un'ottica diversa. L'incontro, poi, con un cliente
coetaneo, la spinge a iniziare l'esercizio del mestiere più antico del mondo.
Il momento di svolta è rappresentato da una dissacrante cerimonia di vestizione,
dal carattere quasi rituale, la prima sera in cui Melina decide di andare a
battere con le giovani "consorelle". Alla domanda di queste ultime, su quale
nome assumerà nell'attività, Melina, ricordandosi della gatta Grizabella di
CATS, risponde: Memory!
Passano due anni.
Una sera di tarda primavera del 2000, Memory, mentre sta tornando a casa in
taxi, in compagnia di Alessandro, si imbatte in una quattordicenne albanese,
di nome Anila, appena sfuggita ai suoi violenti sfruttatori. Scatta nei due,
istintivamente, la molla della solidarietà.
Memory ed Alessandro, nonostante la consapevolezza del pericolo, decidono di
salvarla, ospitandola nella comunità dove vivono. Arrivati a casa, Memory accoglie
Anila nella propria camera. Ma l'anticipato rientro della "ragazze" fa scoppiare
una violenta discussione sul pericolo assunto. Memory ed Alessandro decidono,
perciò, che l'indomani la ragazzina sarà messa in salvo altrove. Rimaste sole
nella stanza, dopo i primi momenti di imbarazzo, Memory e Anila cominciano a
familiarizzare e a scoprire il loro passato.
La mattina seguente, Memory, accompagnata da Alessandro, da Anila e dalla cagnetta
Bambinella, si reca da Don Adriano, parroco di MonteverdeVecchio, da lei ben
conosciuto in passato, quando viveva nel quartiere con Frank. Memory spera di
ricevere dal prete un aiuto per la protezione di Anila. Il prete si dichiara
disponibile, tuttavia, a causa dei suoi impegni, la invita a ritornare nel pomeriggio.
Il timore degli albanesi e il contrasto avuto con le "ragazze" a causa, di Anila,
spingono Memory ed Alessandro a trascorrere il tempo dell'attesa lontano da
Roma.
Agli eventi della giornata (una puntata sulla spiaggia di Torvaianica, la visita
ad una Abbazia, la scoperta della fabbrica di famiglia di Alessandro, il pranzo
al ristorante) si alternano, in forma di flashback, i ricordi dei momenti cruciali
della vita di Memory.
Nel frattempo, avvengono altri due fatti: il primo, che i genitori di GiusTino/Justine
(uno dei travestiti con cui Memory ed Alessandro condividono il villino), venuti
a Roma per il Giubileo, senza preavvisare il figlio, manifestano l'intenzione,
telefonandogli, di andargli a fare una visita in quella che credono un'innocua
pensione per studenti; l'altro è che gli albanesi, con uno stratagemma, hanno
individuato la casa dove è stata portata Anila e si stanno organizzando per
andarsela a riprendere, con la dichiarata intenzione di vendicarsi dei soccorritori
e uccidere la quattordicenne.
I diversi piani del racconto si intrecciano in un crescendo che oscilla continuamente
tra i toni del dramma e quelli della commedia. La separazione tra Memory ed
Anila, affidata ad un convento di suore, è tanto straziante, quanto è comica
l'irruzione della madre e del padre di Giustino nel villino della comunità,
dove si è lavorato alacremente per trasformare una colorata ed inequivocabile
casa di travestiti in una anonima pensione per studenti universitari.
A mettere fine al gioco degli equivoci, con tutte le "ragazze" chiuse nelle
stanze, e Memory trasformata in una pacifica padrona di padrona di pensione,
penseranno gli albanesi, che, non trovando la ragazzina, se la prendono con
Alessandro, uscito fuori, pestandolo selvaggiamente e riducendolo in fin di
vita.
Dopodichè, irrompono nella casa, danno fuoco al villino, facendo così scoprire
agli allibiti genitori provinciali di Giustino la vera natura e la reale attività
del figlio, della padrona della pensione e dei coinquilini.
Il coma in cui cade Alessandro, però, ha due conseguenze. Da una parte, riporta
alla mente di Memory il trauma subito durante la sua adolescenza (la tragica
morte del fratello Antonio); dall'altra, segna la cessazione delle ostilità
tra Alessandro e i suoi ricchi fratelli, che decidono, quando guarirà, di riaccoglierlo
e riconoscergli la sua parte di attività.
Memory, di fronte al corpo straziato di Alessandro, è disperata e nell'ambulanza
che li porta in ospedale, rievoca drammaticamente la maledizione familiare.
La lunga giornata si conclude con tutti i protagonisti, compresi il fratello
e la sorella di Alessandro, Federico e Giuliana, chiamati al telefono e arrivati
di corsa, accanto al letto di Fidelia in attesa che venga sciolta la prognosi.
Sono passati tre mesi da quella terribile giornata.
Siamo in settembre.
Memory vive adesso in un bell'attico, al centro di Roma, con Alessandro, ristabilito
completamente ed entrato in possesso della sua cospicua parte di eredità. Si
stanno preparando per uscire. Entra in scena Martin, un giovane tedesco con
cui Alessandro ha avuto una relazione piuttosto travagliata. Memory, temendo
di rappresentare un ostacolo alla loro felicità, annuncia ad Alessandro l'intenzione
di tornarsene al più presto al suo paese. Ma Alessandro le risponde che non
vuole assolutamente separarsi da lei, una "madre" ritrovata nel dolore.
Memory ed Alessandro decidono di trascorrere una piacevole giornata in campagna,
passando a prendere Anila, ospite ormai in una casa retta da suore. Ai tre,
oltre la cagnetta, si aggiunge anche Martin che partecipa al momento di gioia
comune. I cinque appaiono come una singolare "famiglia" serena.
La storia di Memory si conclude felicemente nel villino delle ragazze, appena
restaurato, dove viene organizzata una magnifica festa. Memory ed Alessandro
sono stati sostituiti con due nuove coinquiline, tuttavia l'originale cooperativa
va avanti. Nel corso della festa, Alessandro raggiunge una perfetta intesa con
Martin, mentre Anila incontra un ragazzetto che le fa perdere la testa.
L'atmosfera euforica, tuttavia, fa precipitare Memory in uno stato d'animo nostalgico.
Quasi di nascosto, si rifugia in quella che è stata la sua vecchia camera nella
comunità.
Siede sul letto, in un'aura di tenera malinconia, con la cagnetta accanto.
Ma è questione di un attimo, perché la porta si apre e fa capolino il volto
sorridente del suo Frank.